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Com’è cambiato Google Maps: cosa fare e quanto costa

Com’è cambiato Google Maps: cosa fare e quanto costa

Crea un nuovo servizio gratuito, sviluppalo e promuovilo fino a farlo diventare indispensabile e, quando tutti crederanno di non poterne più fare a meno, rendilo a pagamento. Questa è la strategia vincente messa in atto da Google Maps.

Lanciato nel 2005 come servizio di mappe, Google Maps negli anni si è arricchito di funzionalità e informazioni sino al punto da sostituire quasi totalmente i navigatori satellitari.

Ma Google è andato oltre le “semplici mappe”, infatti ha integrato servizi sorprendenti come Google Moon e Google Mars, che consentono rispettivamente di fare una visita sul nostro satellite e sul pianeta rosso. Oggi sono una ventina i corpi celesti che è possibile esplorare con Maps.

Inoltre, come nella migliore tradizione di Google, non sono mancate applicazioni ludiche sulle sue mappe. Se il motore di ricerca ci ha abituato con i suoi doodle, anche maps non è da meno. Il primo aprile 2017, in occasione del pesce d’aprile, Google Maps ha permesso ai suoi utenti di giocare a Pac-Man per le strade delle sue mappe. Il 10 marzo 2018, in occasione della giornata di Super Mario, è stata la volta del baffuto personaggio della Nintendo, che per qualche giorno ha scorrazzato per le vie di Maps.

Google, in questo modo, non ha solo creato un servizio utile, ma un vero e proprio brand, fidelizzando gli utenti, anche strizzando l’occhio alla cultura nerd, per rendere pop un servizio che diversamente sarebbe simile ad altri.

Fino a quando Google ha deciso di monetizzare tutto il potenziale accumulato in questi anni.

Se da un lato non possiamo che prendere appunti su come realizzare una strategia vincente, dall’altro dobbiamo fare i conti (mai come questa volta in senso letterale) con la nuova realtà. Ecco qualche dettaglio operativo.

Cosa occorre fare

Per continuare a utilizzare le API di Google Maps ogni azienda deve creare un account di fatturazione andando sul sito

https://console.developers.google.com

e associare il metodo di pagamento scelto. Una volta configurato l’account, è necessario inserire la API key, una chiave identificativa generata dall’account, sul proprio sito.

Costi

Il costo varia in base alla tipologia di servizio e al traffico generato dal sito. Qui è possibile leggere le tariffe previste per ciascun servizio

https://cloud.google.com/maps-platform/pricing/sheet/

Tuttavia il buon Big G offre a tutti i suoi utenti un bonus di 200 dollari, circa 170 euro, al mese per tutti i servizi di API. Questo vuol dire che il servizio resta gratuito per tutti i siti a basso traffico, mentre quei siti che hanno un traffico maggiore beneficiano comunque di una riduzione di 200 dollari sui costi effettivamente maturati. Facendo un esempio, se per i servizi di Google Maps un sito spende in un mese 250 dollari, ne paga solo 50.

Per controllare il budget ed evitare costi imprevisti, è possibile fissare un tetto mensile alla spesa.

Lo stesso Google ha messo a disposizione un calcolatore con cui è possibile ottenere delle stime di costi:

https://mapsplatformtransition.withgoogle.com/calculator

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale

https://cloud.google.com/maps-platform/

Tutto questo fino ad oggi, ma domani? Una cosa è certa, la galassia dei servizi Google è in continua evoluzione, dunque le novità potrebbero non essere finite qui… stay tuned!

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