Rendiamo felici gli utenti del tuo mondo digitale

Progettiamo, costruiamo e facciamo evolvere sistemi di comunicazione digitale.
Luoghi vivi di relazione con gli utenti del tuo Brand.

Home Blog Pubblicato
da

Quando il motore di ricerca smette di cercare

Quando il motore di ricerca smette di cercare

Cosa è un motore di ricerca?
Citiamo Wikipedia: “Un motore di ricerca è un sistema automatico che analizza un insieme di dati (spesso da esso stesso raccolti) e restituisce un indice dei contenuti disponibili classificandoli in base a formule statistico-matematiche che ne indichino il grado di rilevanza data una determinata chiave di ricerca.”

Un motore di ricerca web non fa altro che (semplificando non di poco) raccogliere contenuti disponibili, nel nostro caso sulla rete, classificarli in un processo che si chiama indicizzazione per poi restituirli, secondo algoritmi più o meno noti, se interrogati da una frase, una domanda, denominata query di ricerca.

In Italia, piaccia o meno, il leader unico e incontrastato è Google. Non c’è bisogno di presentazioni, tu conosci Google e, possiamo affermarlo, il più delle volte anche lui conosce te, ma questa è un’altra storia. Avremo modo di parlarne più avanti.

Cerchi il nome del regista di un film? L’anno di pubblicazione di un libro, la pizzeria più vicina? Il significato di Ennupla? Quale che sia l’informazione che stai cercando, la ricerca sui motori di ricerca è probabilmente, molto probabilmente, il metodo più veloce.

Da un po’ di tempo a questa parte però, il motore di ricerca, e qui cominceremo a chiamarlo Google, perché è proprio di Google che stiamo parlando, comincia a “dimenticare” il fine per il quale è stato creato: fornisce le risposte anziché cercarle!

Cosa sta cambiando?
Le differenze che ci sono con il recente passato sono sempre maggiori e non sono tanto sottili come potrebbero sembrare.
Un conto è quando il motore fornisce una risposta presa da una risorsa indicizzata, collegando tramite un link alla pagina in cui essa risiede (un testo, un’immagine, un video o un documento PDF), tutt’altra cosa è quando fornisce la risposta direttamente in SERP (Search Engine Results Page), la pagina dei risultati.

Qualche esempio?
Ho digitato “meteo palermo”, la mia città, ecco il risultato:
Meteo Palermo

Abbiamo in prima posizione l’annuncio AdWords e, a seguire, un bel box con tutte le informazioni meteo per la località cercata.
(Fossimo i gestori di un sito di meteo penseremmo: “Google, che fai?! Ti rubi gli utenti miei?”).

Da poco è uscito il film “Apes Revolution”, cercando info su Google:

Apes Revoluition

Google mostra, le sale dove il film è in programmazione in città e a destra, ben visibile, un box con un’anteprima di informazioni tratte da Wikipedia, info e collegamenti inerenti il cast ed anche le ricerche correlate dove suggerisce gli altri capitoli della storica saga.
Molte informazioni sono quindi disponibili già in SERP.

Questo tipo particolare di visualizzazione si chiama Knowledge Graph. I più curiosi potranno approfondire qui.

Google si comporta allo stesso modo per ricerche su personeBarack Obama

Ricerche inerenti libri:Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

Ricerche riguardanti un insieme di argomenti:Google carousel

Ci sono tanti altri casi simili, non tutti facenti uso del Knowledge Graph, come la conversione euro/dollaro.

È chiaro da tempo come Google cerchi di rispondere alla richieste degli utenti in maniera più esaustiva e veloce possibile e ci riesce benissimo.

A volte per farlo “dimentica” la sua funzione originaria di tramite tra la ricerca dell’utente e le informazioni che sta cercando, quasi ad avere il controllo diretto su alcuni contenuti.

Google, soprattutto in Italia, è il principale veicolatore di traffico verso i siti web. La decisione di mostrare o meno in SERP un tipo di risultato può in alcuni casi fare davvero la differenza e in casi più estremi quasi danneggiare la visibilità di un sito.

Ciò può avere un duplice effetto: danneggiare, come detto, un determinato sito web ma anche spingere a pubblicare contenuti di maggiore rilievo e interesse che di certo non sono presentabili in SERP (al momento).

C’è un altro aspetto, non meno importante, da considerare e questo ha un’accezione più psicologica se vogliamo: la maniera in cui percepiamo le informazioni fornite da Google. 
Tendiamo a verificarle anche quando non viene citata la fonte? Abbiamo la pazienza di cercare direttamente su siti terzi conferme o ulteriori dettagli inerenti le nostre ricerche? In un futuro distopico, sapremo riconoscere quando il motore di ricerca vuole fornirci un’informazione o piuttosto darci la sua versione? 

SEO Specialist

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leggi la policy sui commenti.